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La nostra crisi

di MF - 08/02/2012

POLITICA:

STIPENDIO di un parlamentare:
Euro 19.150,00 al mese
STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese
PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare)
RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese
INDENNITA' DI CARICA: da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00 TUTTI ESENTASSE
TELEFONO CELLULARE gratis
TESSERA DEL CINEMA gratis
TESSERA TEATRO gratis
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA gratis
FRANCOBOLLI gratis
VIAGGI AEREO NAZIONALI gratis
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE gratis
PISCINE E PALESTRE gratis
FS gratis (avete fato caso a come FS cambiò in Trenitalia per poi diventare, di nuovo, FS: cambio di logo, di ragione sociale, consulenze, e altro…. costi, costi, ancora costi…per chi?, perché?...)
AEREO DI STATO gratis AMBASCIATE gratis
CLINICHE gratis
ASSICURAZIONE INFORTUNI gratis
ASSICURAZIONE MORTE gratis
AUTO BLU CON AUTISTA gratis
RISTORANTE gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
Molto significativo che, dal momento in cui i prezzi del ristorante di Montecitorio hanno subito un ritocco (una fiorentina da €4ca a €7ca), i parlamentari lo disertino regolarmente, preferendo i pranzi a €10 delle vicine osterie. Ciò, ha causato una riduzione di personale nella ditta ristoratrice che aveva l’appalto.

Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a dover lavorare fino a 66 anni di età per gli uomini, 62 per le donne (con un aumento progressivo fino al 2018 che le porterà a 66 anni di età).
Per tutti si dovrà aggiungere anche l'aumento della speranza di vita a partire dal 2013.
Nel 2021 la pensione di vecchiaia si conseguirà con 67 anni di età per tutti i lavoratori, senza più nessuna differenza tra pubblico e privato, uomini e donne.

Incassano circa Euro 103.000,00 con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera.
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO!
I dati non tengono conto dei vari tagli che escono dalla porta per rientrare dalla finestra, veri e propri specchi per le allodole.

ECONOMIA:

I compensi di tutti i manager pubblici sono, ogni anno, di circa € 30.641.510,00 trentamilioniseicentoquarantunomila510€, pari a 59miliardi330milioni236mila567 delle vecchie amate lire).
I compensi di tutti i manager privati sono imprevedibili in quanto lievitano di tutte le plusvalenze di borsa e aziendali. E’ un fatto che: nonostante un andamento negativo della finanza italiana (borsa) i loro stipendi sono comunque lievitati e ciò, a fronte di una politica aziendale che continua ad operare secondo una logica di tagli sul personale.
Tra le vergogne spicca la superliquidazione dell’ex amministratore delegato di UniCredit (in “difficoltà”) Alessandro Profumo: 38 milioni che si va ad aggiungere allo stipendio da 2.59 milioni preso fino al 21 settembre 2010.
E poi, il solito Tronchetti Provera, presidente di Pirelli, Prelios e Camfin: € 6.618.000,00; l’onnipresente Cesare Geronzi: 2.32 milioni percepiti, in quanto dimissionario, dalla Assicurazioni Generali, 2.7milioni di stipendio annuo dal gruppo Mediobanca dal quale contabilizza una buonuscita di € 16.67milioni.
Ma come dimenticare i 4.478milioni di stipendio tra compensi monetari e stock options di Pier Francesco Guarguaglini; oppure, la generosità nei confronti di se stesso dell’imprenditore di sinistra Diego Della Valle che si è quadruplicato lo stipendio per arrivare a prendere € 3.03milioni. Solo ultima, in ordine cronologico, vergogna tra le vergogne: il premio di €50milioni del manager dal pullover democratico del Lingotto torinese: Sergio Marchionne.
In buona sostanza, nel 2010, i primi cento manager italiani hanno fatturato, per loro: € 262 milioni (507miliardi302milioni740mila delle solite, vecchie, amate lire), 26 milioni in più del 2009.

Ora, chiediamoci se questi (CHE CI PARLANO DI CRISI) sono uomini ma, soprattutto, chiediamoci se noi, che permettiamo tutto questo, siamo uomini.























 

 

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