Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Il Punto


Tutta colpa di Grillo

di Massimiliano Forgione - 19/02/2013

E così è iniziato il mantra: la colpa è tutta di Grillo, di questo sessantenne incazzato con i parassiti che hanno spolpato il Paese. E non sono altro che prove preelettorali, dopo, l’ingovernabilità sarà tutta da addossare al M5S. Ancora una volta, a far intendere la musica che verrà suonata in questo paese, sono quei signori che si spacciano ancora per rappresentanti della Sinistra, ha iniziato Bersani e in coda gli altri. L’espediente utile per giustificare il fronte unico che i gerontocrati andranno a costituire per sopravvivere comunque e a prescindere è stato annunciato dalla trinità: Monti, Bersani, Alfano (cioè Berlusconi).
Tra gli organi di informazione c’è chi spara i suoi fuochi fatui (‘come fosse antani’ direbbe Ugo Tognazzi) per il suo vecchio padrone, che sia PD o PDL; quelli che sulla questione tacciono mirano al riposizionamento post elettorale. I servi non si redimono, mai! Francesco De Gregori cantava: ‘E' solo il capobanda, ma sembra un faraone. Ha gli occhi dello schiavo, e lo sguardo del padrone’. Il suo riferimento era a Berlusconi, certo, ma a quanti di noi assomiglia? Quello sguardo pieno di sé con i deboli e sottomesso con i più forti, quella posa da cameriere che caratterizza sempre e comunque, e non c’è aggiustamento posticcio che tenga, la natura dell’infingardo italiota.
Ma prima che la vecchia classe politica prenda la sua bella batosta alle elezioni di domenica e lunedì è giusto accusare Grillo e dire: è colpa sua se le cose andranno male.
Intimidire i votanti è l’ultimo ritrovato dei vigliacchi.
Quindi, MPS è colpa sua, il conflitto di interessi del comico Berlusconi è colpa sua, il fiscal compact è colpa sua, la spartizione della rai è colpa sua. Occorre continuare? Ho solo letto l’edizione odierna di un sito d’informazione francese.
Vivere in questo paese può essere nauseante, dover replicare all’infinito, lavorando di uncinetto sull’anamnesi della poltiglia in cui ci ritroviamo è vomitevole.
Mettiamola in letteratura, di quella dove le scuole non arrivano mai, chissà perché.
Tratto da L’uomo senza qualità di Robert Musil:
Un mezzo, che uccide l’anima, ma poi ne fa tante piccole scatole di conserva per il pubblico consumo, è sempre quello di mescolarla con la ragione, con le convinzioni e con l’azione pratica, ed è stato usato con successo da tutte le morali, filosofie e religioni. Come abbiamo già detto, Dio sa che cosa sia, infine, quest’anima! Non vi può essere dubbio che l’ardente desiderio di ascoltare lei sola non lasci d’avanzo un larghissimo margine, una vera anarchia; e abbiamo esempi di delitti, addirittura commessi da anime, per così dire chimicamente pure. Invece, non appena un’anima ha un po’ di morale, di religione o di filosofia, un’approfondita educazione borghese oppure degli ideali in materia di dovere e di bellezza, ecco che le è donato un sistema di precetti, clausole e istruzioni per l’uso, che essa deve osservare prima ancora di potersi credere un’anima degna di nota, e la sua massa incandescente, come quella di un altoforno, viene condotta attraverso un ben regolato sistema di crogiuoli.
Allora, non rimangono, in sostanza, che logici problemi d’interpretazione, per esempio se un’azione cada sotto questo o quel comandamento, e l’anima offre il tranquillo spettacolo di un campo dopo una battaglia, dove morti giacciono immobili e si può veder subito se ancora si agiti o gema qua e là un residuo di vita. Perciò l’uomo affretta più che può il procedimento. Se lo tormentano crisi di fede, come accade talvolta in gioventù, passa tosto alla persecuzione degli infedeli; se è l’amore che lo tortura, lo trasforma in matrimonio; e se è sopraffatto da qualche altro entusiasmo si sottrae all’impossibilità di vivere in permanenza nel fuoco, incominciando a vivere per quel fuoco. Vale a dire, riempie i molti momenti della sua giornata – ciascuno dei quali esige un contenuto e uno sprone – non con la sua condizione ideale ma con l’attività necessaria per la sua condizione ideale, cioè con i molti mezzi, ostacoli e incidenti che gli dànno certissima garanzia di non conseguirlo mai. Perché solo i pazzi, gli squilibrati e i maniaci possono resistere a lungo in mezzo al fuoco dell’entusiasmo; l’uomo sano deve contentarsi di dichiarare che senza una scintilla di quel fuoco misterioso la vita non gli parrebbe degna d’esser vissuta.


Penso di poter affermare, senza peccare di presunzione, che la vera condizione umana sia vivibile attraverso una vera arte praticata perché sentita come essenza di vita, moto dell'anima da interpretare costantemente, e non per moda o per la 'presunzione' di apparire. La vera arte è e rimane nascosta, è il vero sentimento, impossibile da condividere realmente. Ecco perché questo paese non cambierà.























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente