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Il ritardo

di Massimiliano Forgione - 15/05/2014

Del Pd rispetto al popolo (o meglio di un certo popolo), del popolo rispetto al M5S (e anche qui, non di tutto il popolo). Di Grillo rispetto a certi rappresentanti pentastellati, ma anche il contrario.
E in tutto ciò l’alchimia fatica a realizzarsi.
Ma fa sorridere che alcuni elettori, con estremo ritardo, al Pd perdonino tutto nonostante l’evidenza dello schifo, mentre, al M5S non riescono a perdonare nulla, anzi, cercano l’incongruenza a tutti i costi.
Ma questa difficoltà del riconoscimento privo della mistificazione è arte dura in Italia dove, per semplicità, si preferiscono le categorie, i compartimenti stagni, il nero, il bianco, dove quest’ultimo rappresenta l’ingenuità bigotta di ciò che è meglio inglobare perché privo di complessità, la spensieratezza di fidarsi e affidarsi a ciò che, già solo il senso della vista, relega a categorie semantiche elementari. Ricordiamo che per Tentorio, la differenza che l’ha portato ad essere eletto sindaco di Bergamo, l’ha fatta via Quarenghi e la paura per il ‘nero’ suscitata artatamente negli ultimi giorni di campagna elettorale.
Tutto ciò ricorda l’inanimata relazione di certe coppie che, non abbandonandosi più alle pratiche del corteggiamento, si dedicano, con rinnovata rappresaglia, alla relazione in corso e, nell’incapacità del rinnovamento, vivono con orgoglio militare la parole d’ordine di uguagliare se stessi, mai di reinventarsi.
Il cambiamento ci atterrisce. Meglio definirsi progressisti per continuare ad essere conservatori.























 

 

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