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La società offesa

di Massimiliano Forgione - 25/01/2015

Il mondo è nelle mani di persone cerebralmente offese. Vale bene l’esempio di un tablet o un telefonino messo stupidamente nelle mani di un bambino o adolescente; l’adulto attento nota immediatamente l’incapacità di questi a saperlo gestire. E’ tutto preso dal gioco autistico idiota in cui è calato e per niente cederebbe l’oggetto che si ritrova tra le mani, se non a fronte di urla e pianti.
Ebbene, è quanto avviene con un mondo estremamente evoluto vissuto da gente impreparata, priva di un accompagnamento educativo adeguato in cui, tanto i governanti, quanto gli estremisti di ogni tipo di violenza, quanto i cittadini spettatori, non riusciranno ad evitare il peggio per questo pianeta.
Tra i cittadini vi è da operare una distinzione doverosa, perché, vi è la gente ‘oggetto’, sempre inquieta, in preda alla bramosia di dover continuamente ottenere qualcosa, inutilmente vorace, nessun piano di trattamento differenziato della merda che sono in grado di accumulare, tanto materialmente quanto spiritualmente, potrebbe mai garantire la salvezza di questa terra; e la gente ‘soggetto’, comunemente acquietata, perché tutto ciò che le viene, è vissuto come un dono inaspettato e, si sa, le cose preziose vengono godute un po’ alla volta.
Le prime aggregazioni sociali, le più immediate e semplici, sono quanto gli architetti dei massacri (termine da intendere in senso molto largo) si attendono. Per rendere meglio l’idea, vale bene l’esempio di quel ‘Je suis Charlie’, che sta alla società, come l’articolo di commiato delle prossime morti celebri già pronto, sta alle redazioni dei giornali. Tutto già messo lì, ancor prima che accada.
Berlusconi è stato l’autore del più grande dissesto cerebrale di sempre, in grado di far dimenticare, di quanto si è studiato, non solo fatti e persone, ma anche l’idea di una decente rettitudine di vita morale.
Il nostro respiro è come quello pesante dell’inverno, visto davanti a una fila di macchine, fa lo stesso effetto.

Per il disegno, grazie a:
Davide Ceccon























 

 

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