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Le donne e il culo

di Massimiliano Forgione - 02/08/2018

Questo accessorio portato a spasso con sempre maggiore disinvoltura e senza alcuna inibizione, protuberanza da esibire con o senza un filino di un misero pezzo di indumento infilato nel mezzo a tagliarlo in due perfette metà, uno 'short' che ne scopra la parte bassa, un pantalone più o meno aderente, una gonna che in varia misura ne lasci intravedere le forme.
Oppure, ben coperto, perché non se ne può fare oggetto di vanto.
Comunque, parte di sé da concedere in quella che è la vera intimità: se una donna dà il culo, sente di dare tutta se stessa.
E' un dono che ha il chiaro significato della completa sottomissione sentimentale, un regalo che non vuole compromessi e neanche riconoscenza. Viene fatto, basta.
Forse, per questo tra mogli e mariti non c'è questa penetrazione profonda o quantomeno non è così praticata; il livello di conoscenza e di possibile complicità in un rapporto di questa natura è altro e non c'è bisogno del completo abbandono; un certo, reciproco, fare guardingo non lo permette.
E' una parte di sé che prima o poi le donne sentono di dover concedere. La ricerca di colui a cui darlo le impegna tanto quanto quella dell'uomo da sposare, solo che quest'ultimo diventa, prima o poi, l'uomo da spossare, colui a cui viene fatto il regalo della parte più importante di sé, l'uomo a cui concedere tutta se stessa senza bisogno di parlare. In quella cessione non vige la verbosità dei rapporti coniugali, la donna sente di essere stata penetrata nel suo intimo, capita nelle sue profondità.
Se tutte le donne che posseggono un bel culo sono disposte ad esibirlo senza alcuna remora, non tutte le donne sono capaci di offrirlo.
C'è chi si fa coraggio, ma non va fino in fondo, relegata al mondo della serenità, per sempre estranea all'universo della felicità.
Chi lo concede per accontentare l'uomo, ma un culo non si può solo concedere, va innanzitutto preso.
Chi si fa coraggio, non va fino in fondo e, di fronte alla presa di posizione dell'uomo, acquietarsi nell'insoddisfazione se questi non insiste o gridare allo stupro se spinge fino in fondo.
Insomma, forse per questo c'è una grande esibizione di culi tanto che sembra muoversi in una fiera delle vanità evanescenti che suscita nell'uomo il desiderio della donna scimmia.
Certo, c'è anche chi il culo non lo esibisce, per mancanza di crismi estetici, ma lo dà sempre, in una ruota affettiva senza senso che è quella dove abitano i criceti.
Comunque sia, della bella favola, che bella non era e comune, il reso è uguale e questa è, l'umanità!























 

 

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