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I padri (d)e(l)la Costituzione!

di Massimiliano Forgione - 11/01/2008

A voler leggere la composizione della totalità dei voti dell’ultima tornata elettorale c’è da fare subito una considerazione: che a determinare la vittoria della coalizione di centrosinistra sono stati i giovani e gli emigrati: circa 500mila anime!, circa 500mila coglioni!
I primi perché vivono drammaticamente la loro condizione di precarietà, mancanza di una progettualità che riesca ad andare oltre i prossimi tre, sei mesi; troppo poco per essere obbligati a crescere. I secondi perché vivono in contesti in cui, seppur messi a dura prova, l’informazione, la giustizia, la scuola, la sanità, in qualche modo riescono ancora a fare sentire un cittadino parte di una comunità, di una società in cui i fondamentali servizi non sono prerogativa dell’iniziativa privata e delle possibilità dei singoli di accedervi. Chissà come ci avranno visti in questi ultimi cinque anni, quale punto d’osservazione critico ha caratterizzato il loro giudizio, il riso amaro di un’Italia rivoltata.
I nostri padri invece no, loro hanno continuato coerenti la loro evoluzione, antropologicamente fedele, di chi accetta tutto, basta che glielo raccontino bene, tanto si sa che rubano tutti alla stessa maniera, così: prima democristiani perché “così fan tutti”, adesso forzisti perché è difficile rinnegare una vita quando la gran parte si è vissuta. E noi?, i giovani? Saremo ancora illusi ma abbiamo espresso il tentativo di poter afferrare qualcosa, di non vedere svanire ciò che sappiamo non troveremo facilmente: un diritto ad avere un futuro, possibilmente felice.
Molti dei nostri padri sono gli stessi della nascita di questa Repubblica oggi parecchio malandata, hanno visto scrivere quella carta fondante della nostra precaria convivenza, oggi più che mai fragile, eppure, quanti oggi sono disposti a rinnegare l’importanza di quegli articoli nati dalla necessità di buttarsi per sempre alle spalle gli orrori del fascismo: la nostra Costituzione nasce dal ripudio del fascismo, non dimentichiamolo!, anche se oggi a ricordarlo sono più i figli che i padri.























 

 

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