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Ciclicità


Picchiati e offesi, ma questa volta con bon ton

di Massimiliano Forgione - 11/01/2008

Difficile questa volta dire che non è successo, impossibile negare e mistificare quanto realmente accaduto, grossolano negare le proprie responsabilità, eppure, la tentazione di provarci cade puntuale, tanto non si tratta di riuscirci o meno, è questione che quando è considerata prassi è difficile non reiterare, come dire, si è talmente consapevoli e convinti delle proprie menzogne che si finisce persino per credere alle stesse.
Roma, 24/10/2005, piazza Montecitorio, piazza Colonna, studenti, ricercatori e docenti a gridare la loro ultima possibilità di non essere affondati e giù manganellate, sputi e insulti: come a Genova, così a Roma. Le varianti di questo copione? Due:
1.durante il G8 i provocatori furono gli infiltrati dei celerini.
Questa volta davanti a Palazzo Chigi c’erano addirittura gli esponenti ennini del Governo: Ignazio La Russa, Daniela Santanché e il ministro Landolfi, tutti e tre vestiti di completo e occhiali neri stile iene;
2.a Genova, ai brutti fatti della piazza, si è fatto abuso con le miserevoli brutalità di Bolzaneto; all’evidenza di quanto avvenuto sotto il cielo, si è cercata la vendetta notturna in luogo chiuso.
Questa volta la tragedia ha rispettato le tre unità aristoteliche:
un’unica azione (la manifestazione);
un unico tempo (un giorno);
un unico luogo (Roma);
e in questo tipo di rappresentazioni la riparazione punitiva del despota non è contemplata.
Per il resto tutto uguale, agli sberleffi dei tre politici segue l’ordine, perentorio, forte, preciso: “Caricateli!” E giù botte!
Come potranno, questa volta, dire che non è accaduto?
E’ andata così: i tre scagnozzi che godono dello spettacolo e poveri poliziotti che in armamenti sfogano la loro frustrazione ignorante su altrettanti poveri, per l’appunto i ricercatori, i professori, gli studenti e, siccome in guerriglia chi piglia, piglia, c’era anche qualche giornalista, passante, non ha importanza se anziano o bambino: mors tua vita mea!
Ma ad allietare il pomeriggio soleggiato romano c’era anche una nota di bon ton femminile che, visto il successo, i membri del partito di estrema destra della Cdl propongono di assumere a nuovo gesto-simbolo: non più il braccio destro alzato, basta solo il ditino medio; perché tanto spreco di energie quando con un semplice ergonomico gesto il risultato non cambia?
Per fortuna, a soluzione del dilemma ci è arrivata la Santanché (il cognome nega il personaggio: Santa de ché, si è a Roma per l’appunto!), tranne poi negare il gesto poco femminile fino a non credere alla propria oscena immagine immortalata da Alebasta/Ap e gridare: “Non sono io! Siete i soliti Kommunisti!”
Come potranno, questa volta, dire che non è accaduto?
Intanto, la maggioranza ha già provveduto a calendarizzare la discussione in Parlamento del provvedimento Salvagesto subito dopo la Parcondicio e appena prima della SalvaPreviti; i numeri ci sono e anche questa volta si procederà di concerto.
Berlusconi Silvio plaude all’unità della propria coalizione e naturalmente rivendica la paternità del gesto in questione.
Si sa, il leader fa scuola e crea adepti.
Alla prossima manifestazione basta con i manganelli; alle braccia alzate, cari gendarmi dell’ordine, rispondete con i diti medi al cielo.
26/10/2005























 

 

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