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Ciclicità


Alda Merini

di Massimiliano Forgione - 12/01/2008

La vedo camminare, incredulo come tanti altri; Alda Merini non era attesa qui al Castello di Belgioioso (PV) dove il 23 e 24 Ottobre si è tenuta la fiera dei piccoli editori. Mi avvicino speranzoso di poterle fare qualche domanda; penso tra me, colto alla sprovvista, - qualche domanda che non sia banale -, ma non considero che qualora sia disposta a prestarsi al gioco, lei rende tutto poesia e quindi, privo di banalità.

Come interpreta Alda il livello morale che stiamo attraversando?
I livelli morali mancano di una cosa essenziale: della poesia.
Quindi la poesia che contributo può dare?
In questo momento nessuno!
Neanche la poesia ce la fa?
No, è priva di forze.
Ma la poesia non è mai stata priva di forze.
E’ priva di sottointesi; fintanto che continueremo ad avere questi politici; pensi a chi ci ha governati per cinque anni.
Però Berlusconi non può avere tutte le colpe per quanto noi l’abbiamo condannato e continuiamo a farlo.
Ma neanche gli ignoranti che abbiamo adesso han tutte le colpe, non so se ve ne siete resi conto, ma son colpevoli.
Non c’è un problema di fondo, ossia che la poesia negli anni è sempre stata vissuta come un qualcosa di elitario, che non potesse mischiarsi con la gente, che non potesse scendere in piazza?
No, no, no no no, non è vero, la poesia è molto popolare, va al popolo, la poesia è anche politica, verità.
E perché il poeta, tranne alcune eccezioni, ha sempre assunto un comportamento sprezzante nei confronti della gente?
Ma perché è la sua vita personale, individuale, separata dal resto del mondo, perché il poeta ama la sua solitudine, ma non è che non ami la gente, ama star solo, poi sa, ci sono certe compagnie che è meglio perdere, quindi preferisce e deve star solo per pensare, per credere, per capire, non può ascoltare tutti, non è mica un confessore.
Alda Merini legge anche gli altri poeti?, ci sono giovani promesse in Italia?
Sì, sono anche buoni, però, sono talmente noiosi, nel senso che si stenta, si perde il piacere di leggerli e di incontrarli, mancano di modestia.
Manca l’originalità?
Manca la modestia, poi, soprattutto, non c’è il contesto storico, sono presenti-assenti.
Come mai manca il contesto storico?
Perché non gliene frega niente di ciò che sta succedendo, c’è un egoismo di fondo che rovina la poesia; il poeta non deve essere egoista, mai!, il poeta lavora per gli altri, crede negli altri, si gioca anche la vita per gli altri, la sua solitudine è un gioco per la vita anche, gioca se stesso, è l’altro che non lo capisce.
Dovremmo ritornare tutti un po’ a vivere la solitudine?, quando la comunanza è così difficile, dovremmo ritornare e rivalutare la solitudine?
Ma adesso, più che comunanza ci sono delle grosse assemblee che non dicono niente, non ci sono i caffé letterari, non si discute di niente, impera il calcio, impera…..ma l’uomo, l’individuo, non ha classe.
Dario Fo ha provato ad entrare in politica, non ci è riuscito, però è stato un tentativo. Qualora la cultura dovesse realmente occuparsi di politica cosa succederebbe?
Ma, un tentativo di riordinare, di coordinare, ma con la politica è un po’ sbagliato.
Franca Rame dice che è molto delusa della sua vita da senatrice; la cultura non si può sposare con la politica?
Sono molto fantocci quelli che stanno al potere, soprattutto molto interessati, se la politica è un disinteresse assoluto è chiaro che il poeta non farà mai politica.
Come si può far capire alla gente che la poesia e la letteratura sono l’unica chiave di lettura del mondo e che anticipa sempre qualsiasi altra scienza?
Perché la gente la carità non la capisce; uno che regala una cosa per gli altri è un cretino, io per esempio sono una che è molto caritatevole e gli altri dicono che son troppo buona, buona vuol dire stupida oggi.
Il materialismo che predomina?
Più che materialismo è ignoranza del possedere, noi davamo valore ad ogni minima cosa, questi non danno valore a niente, quindi non lo gustano.
Quindi tornando ad un contributo possibile della poesia, se questa non può niente cosa facciamo?, ci annulliamo?
Più che dare se stessa, le proprie rime, il proprio tempo, il proprio disordine, di più non può dare.
Come lo vede il futuro Alda Merini?
Ma, io del futuro francamente me ne infischio perché ho 75 anni, quindi il futuro non lo vedo neanche, vivo il presente in modo felice.
E se vivessimo tutti nel presente avremmo un futuro sostenibile?, oggi si abusa di questo aggettivo.
Ma sa, è proprio questione di età, direi che a vent’anni ero molto più disperata di adesso, a vent’anni avevo paura di morire, adesso no.
Qual è la poesia che non è mai stata introdotta nella scuola?
Ma leggere da giovani non significa niente, bisogna farlo dopo le scuole, però, anche imparare a memoria è molto importante perché magari, quando uno si sente spiazzato, la memoria di un verso lo può tirar su. Io dico che non si memorizza più la poesia. Oggi si corre e basta, la gente ha fretta di morire non di vivere.
Primo Levi con la memoria si era salvato.
Tutti si salvano con la memoria.
Il fatto che non abbiamo più memoria vuole dire che stiamo andando verso il baratro?
Ma perché non ce l’insegnano, il cervello va educato alla ripetizione dei simboli, dei sintomi anche, uno deve capire, leggere e rileggere fin quando impara. Una volta ci chiamavano zucconi quando non ricordavi.
C’erano anche delle punizioni.
Anche corporali, però, erano dei gran bravi insegnanti.
E gli insegnanti di oggi?
Aspettano che arrivi l’ora di andare a casa.
Aspettano il prepensionamento.
Ma son tutti così adesso, la gente io credo che sia proprio stanca, nasce già stanca, non lo so, demotivata, non hanno la nostra resistenza, noi eravamo degli entusiasti.
Parlano di pensioni a 60, 65 anni ed oltre ma oggi un giovane quando incomincia a lavorare è già stanco, tra i vari cococo, quiproquo….
(ride)…e certo, son tutti poeti, tutti prepensionati, tutti prepagati, tutti precotti, cosa vuole che le dica, tutti predigeriti, oggi la gente va tutta dal dentista ma per masticare che cosa?, non c’è più carne al fuoco.
(ha un momento di pausa, si rifà seria)
Non lo so, la gioventù non mi entusiasma più, ma la colpa è nostra che non gli comunichiamo più nulla.
(cerco di stemperare)…..Alda, però una domanda me la deve permettere, dopo che abbiamo parlato di tutto, di idiozia, di assenza…….
eh……
….ci tornerebbe da Maurizio Costanzo?
Io tornerei in manicomio, non sono mai stata così felice come lì dentro.
Quindi da Costanzo!
Più o meno!























 

 

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