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Ciclicità


Una questione di stile

di Massimiliano Forgione - 15/01/2008

Il film documentario sembra ormai entrato a far parte dei vari generi cinematografici che sempre più avremo la possibilità di vedere nel prossimo futuro. Il filone non è nuovo, ma, bisogna precisare, che proprio il vincitore dell’ultimo festival del cinema di Cannes, Michael Moore, già da Bowling for Colombine, ha fatto intendere che attraverso tale genere è possibile denunciare, far realmente capire, rendere il messaggio forte nella sua valenza.
Così, in attesa dell’uscita di Super Size Me del regista americano Morgan Spurlock, il giornalista Tim Adams, della testata inglese The Observer, si è cimentato nella stessa esperienza raccontata nel film, riducendone tempi e danni: alimentarsi, per una settimana, soltanto presso i fast food della sua città.
I risultati di tale esperimento sono stati disastrosi! Tra Big Mac, Apple Pie, Milkshake, Coca Cola, Chicken McNuggets e quant’altro, il protagonista assiste irrimediabilmente alla decadenza del proprio organismo. Tutti i valori ne risultano essere alterati e il rischio di gravi conseguenze deprecato a tal punto da indurre il medico a porre fine a tale prova.
Viene denunciata anche la dipendenza che si crea, tanto da paventare la possibilità che i produttori ricorrano all’aggiunta di sostanze paragonabili alla nicotina nelle sigarette. Viene presa in considerazione anche la dipendenza psicologica creata ai danni di bambine e bambini. La scelta di corredare tali cibi con personaggi Walt Disney ha lo scopo ben preciso di fidelizzare il cliente sin dai primi anni della sua vita; ed ecco, che a soli tre anni, i bimbi discriminano benissimo la validità delle proprie scelte: mangio una porzione di patatine intinte di ketchup e maionese e mi viene servito il piccolo eroe de Il libro della giungla. I genitori sono felici perché i loro figli mangiano!
Il film documentario sta al cinema come il saggio sta alla letteratura. 9/11 Fahrenheit è tratto da Stupid White Men, autore Michael Moore; questo film anticipa quanto Spurlock ha già in progetto: scrivere un libro incentrato sui tre sintomi principali causati dalla dieta e sulle possibili conseguenze su scala nazionale: depressione, scarse prestazioni sessuali, mancanza di concentrazione.
Il film rimanda al libro per ogni approfondimento!
Il regista/autore sta cercando di distribuire il suo film negli Stati Uniti. Cosa difficile, che non incontra il parere favorevole di molti e che gli è già costata una denuncia dalla McDonald per “disinformazione”.
A proposito della necessità che alcuni pionieri sentono di passare un periodo della propria vita a raccogliere informazioni precise e dettagliate su determinati mali della nostra società, è probabilmente dettata dal fatto che quest’ultima, (cioè noi), abbia esigenza di vedere e sentire raccontare con cosa realmente ha a che fare. Si è sfatato un tabù. Il solo fatto che se ne parli, attraverso la cassa di risonanza del cinema e della stampa, sembra averci messo sulla strada giusta. Il grado di civiltà di un popolo è determinato dal suo livello di conoscenza; i due fattori crescono insieme, si autoalimentano. Una questione di stile: mangiare, sapendo cosa ingurgitiamo, parlare, sulla base di una conoscenza che vada in profondità e che non si fermi sui “si dice”.























 

 

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