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La biografia sessuale e la morale Ruinata

di Massimiliano Forgione - 16/01/2008

Tra le tante cose che non ci appartengono più, ultima, non poteva mancare, la sfera dei sentimenti. Ognuno potrebbe, dovrebbe, viverla come meglio crede, ma per la Chiesa (con qualche buona distinzione) e certa politica, rappresenterebbe il frutto di troppa discrezionalità. E allora, come resistere ad una ingerenza che già due volte quest’anno si è manifestata in modo forte, arrogante, truffaldino: il referendum preestivo e le affermazioni di Ruini delle ultime cronache.
Che l’istituzione del matrimonio, per quanto cara alla Chiesa, sia stata da sempre ricca di contraddizioni è cosa nota: ancora oggi chi divorzia non può risposarsi senza pagare; che per difenderla si esprimano giudizi sulle scelte più intime delle persone è risaputo: l’uso del preservativo è ancora motivo di condanna; che si scenda a patti con lo Stato (laico?) pur di salvaguardarlo è etico: vedi matrimonio civile che però, però……!!; ma che per ammiccare alla destra il Cardinale oltre a fare politica, professi dietrologia e ortodossia è diabolico. Altro che raduni di Papaboys!!! E che Forza Italia, disperata, per prendere voti faccia sfoggio di tesi quali: “con le sinistre gay e lesbiche vanno a nozze” (ultimi manifesti già elettorali) è quantomeno putrido. Altro che Borghezio, Calderoni e Bossi.
Ma la biografia sessuale è una cosa seria e strumentalizzarla così è indice di una dialettica che non ha più argomentazioni fatta da censori che non hanno alcun freno. Non ultimo tra questi il Ministro della Sanità Storace che vieta la sperimentazione della pillola abortiva.
Sarebbe interessante fare un’indagine parlamentare tra quanti, di destra, di sinistra e di centro, difendono la linea dell’ortodossia ecclesiastica e si sono avvalsi, personalmente o nell’interesse di affini, diretti e indiretti, per esempio: del divorzio, dell’aborto; quanti fanno uso del preservativo, fuori e dentro la vita sessuale di coppia, di viagra e di eventuali polveri illegali (ricordiamo la legge sul consumo di stupefacenti varata dall’attuale maggioranza, che pure non disdegna) per aumentare le prestazioni. Quando si dice la coerenza!!
Così, in questa difesa dei valori (quali?) si sbandiera ancora la salvaguardia dell’elettorato che deve sottostare e acconsentire, per poi vivere condizionato da ciò che gli hanno fatto credere e approvare, mentre chi legifera lo fa a suo uso e consumo.
Una domanda nasce spontanea: “Ma questo Paese crescerà mai?”. Al momento possiamo solo rispondere: “Che Italia Ruinata!”.























 

 

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