Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Ciclicità


Grazie Silvio!

di Massimiliano Forgione - 17/01/2008

A undici settimane dal voto, dopo il caso Unipol e il tentativo di attribuire agli avversari politici la stessa caratura morale, sua e della sua coalizione, possiamo ringraziare Silvio per averci fatto capire, senza possibilità di remore e ripensamenti, da chi siamo stati governati nell’ultimo quarantennio.
Sì, la politica partecipata e gli italiani che non si sono mai rassegnati al malaffare, alla collusione, alla convinzione che dover essere più furbi del prossimo sia l’unica possibilità di sopravvivenza, possono ringraziare quest’uomo: così cialtrone e malaccorto.
Nella sua maldestra iniziativa che voleva affermare il principio che tutti sono corrotti, che nessuno, in politica, è senza macchia e senza peccato, non omettendo il goffo tentativo mediatico di autoescludersi dal calderone della corruttela, il Presidente del Consiglio, ha sancito una verità storica: lui e quelli come lui, affaristi cresciuti sotto la protezione politica di democristiani e socialisti, dopo la scomparsa dalla scena a seguito di tangentopoli, sono scesi in campo e hanno utilizzato in modo diretto la politica per i loro affari personali; l’asse economia – politica del malaffare cessò di esistere con la caduta di Craxi, Andreotti, Pomicino e altri mafiosi, per assumere struttura monolitica non più distinguibile.
Poco importa se alcuni dei loschi politici di allora popolano ancora il nostro Parlamento e si ergono addirittura a saggi morali: la cronistoria è materia spietata.
Ma, fintanto che c’erano dei cervelli politici a mediare il malaffare dei rampanti gessati, gli italiani meno avveduti non riuscivano a discernere il vero dal falso, il bene dal male. Ma da Berlusconi in poi, il linguaggio approssimativo, specchio di un pensiero corrotto, ha generato i Ricucci, i Fiorani, gli Gnutti, i Consorte, ha svelato i Fazio, i Vespa e i tanti che nel bailamme della mediocrità sono emersi dopo anni di retrovie.
Così, si spiega la decadenza morale, del linguaggio che abusa dei “mi consenta”, “sceso in campo”, “trovato una sintesi”, dei comportamenti con le corna fatte in posa, i diti medi al cielo, le mani agli attributi in Parlamento.
Insomma, che dire, grazie Silvio, perché se non fosse stato per te, lo scenario politico e affaristico sarebbe ancora confuso, indiscernibile e invece, solo grazie a te: tutto è drammaticamente chiaro.
Però, adesso, da parte di chi crede che un altro mondo sia veramente possibile è assolutamente necessario guardare avanti, smettere di parlare, di scrivere di questo nulla fuorviante e ritrovare il necessario rigore che ci possa proiettare in avanti e creare una reale democrazia partecipata e monitorata con l’ausilio della rete; per non essere più soli, per comunicare nonostante le distanze.
Gennaio 2006























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente