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Ciclicità


Intervista a Furio Colombo

di MF - 09/01/2008

Era un po' di tempo fa, cominciava un interesse che sarebbe cresciuto sempre di più: indagare la realtà con un'anima totale in grado di parcellizzarsi per interpretare le microrealtà e le vite, sempre più espressioni atomizzate di questa assurda modernità.

Quanto è sentito oggi, in Italia, il dovere di informare da parte del giornalista e quanto il diritto di informazione da parte dei cittadini?
Parlare di cittadini in quanto consumatori in un certo senso è una cosa giusta. Diciamo che in questo momento, non soltanto in Italia, i consumatori sono alquanto trascurati per ragioni buone e ragioni cattive. Per ragioni buone quando le cose non si possono dire o si teme di dirle per non provocare reazioni aggressive o per non rendere impossibili decisioni delicate; penso a tutto ciò che riguarda il terrorismo, per ragioni cattive perché c’è uno spostamento delle fonti dell’informazione in prossimità del potere, dove per potere si deve intendere qualunque forma di governo locale, nazionale e persino i supergoverni come l’Europa o gli Stati Uniti; cioè, un desiderio istintivo e spontaneo di non dispiacere alla politica di Governo. Questo desiderio quando si fa istintivo e spontaneo da parte dei giornalisti riduce di molto la qualità dell’informazione.
Soprattutto alla luce degli ultimi fatti ma, un giornalismo che non racconta delle 800 mila ed oltre firme del Referendum ultimo per la Costituzione, delle straordinarie partecipazioni alle primarie del centrosinistra e che si appassiona ai sondaggi; che giornalismo è?
Beh, è un giornalismo che ha di certo un difetto abbastanza grave che è quello di stare alle fonti ufficiali così come esse vengono date. Noi potremmo fare due discorsi: uno sul problema della imperfezione dell’informazione dei giorni in cui viviamo; penso all’Inghilterra dove i giornali hanno tardato a lungo prima di chiedere la verità sul giovane brasiliano abbattuto nella metropolitana dai poliziotti che lo avevano scambiato per un terrorista, eppure, la verità era lontana perché il giovane non era armato, non era mediorientale…..
…..indossava semplicemente un cappotto troppo voluminoso….
……..tutte cose che abbiamo saputo dall’inchiesta e dai giudici ma non dai giornali per prima cosa, un tempo le avremmo sapute dai giornali, questo in generale; in particolare, in Italia c’è una forte intimidazione da parte di un proprietario di gran parte delle fonti delle notizie, che è anche il Presidente del Consiglio, nei confronti di gran parte di coloro che fanno il mestiere di informare, per cui, le fonti del presidente-proprietario appaiono più forti e più sicure da seguire delle normali fonti di notizie. I sondaggi sono fonti che vengono o che sono preferite dal presidente-proprietario, quindi, si segue quel percorso. Dunque, l’Italia ha una anomalia in più, un’anomalia di cui speriamo ci liberino queste prossime elezioni; è quello che si chiama conflitto d’interessi, ecco, dal punto di vista del cittadino-consumatore, l’aspetto più vistoso e più clamoroso del conflitto d’interessi è: non ti possono informare adeguatamente sul Presidente del Consiglio perché questi è il proprietario delle fonti di informazione che tu cittadino-consumatore avresti diritto di avere.
La CDL sacrifica i neofascisti della Mussolini mentre l’Unione sacrifica Ferrando, sono segnali da campagna elettorale o sono delle vere e proprie convinzioni ideologiche, ossia, lei vede delle analogie tra un Ferrando e un Caruso del centrosinistra e un Tilgher e Fiore del centrodestra?, ci sono delle analogie possibili, dei parallelismi da poter fare?
Sono parallelismi e analogie che ci vengono suggeriti e anche falsati dalle solite fonti ufficiali del centrodestra condizionate e intimidite da Silvio Berlusconi, quindi, la stessa descrizione che viene richiesta di commentare è già falsata perché presa pari pari dai giornali che a loro volta hanno una versione già falsata alla fonte. Mentre Bertinotti ha rinunciato a Ferrando e lo ha tagliato fuori, Berlusconi non ha affatto rinunciato a niente, se non al fatto di candidare due fascisti nel senso puro e alto della parola, puro come un germe, come un virus, quando si dice H5N1, il virus dell’aviaria, bene, queste due persone che Berlusconi ha rinunciato a candidare sono due fascisti aviari, cioè infetti, cioè portatori di tutta quell’apologia del fascismo compresa l’esaltazione di Hitler e di Mussolini che includono ovviamente le leggi razziali; però, non ha escluso i loro partiti, ha escluso due persone, è chiaro che ciascuno proporrà un proprio numero due il quale non può non essere identico al numero uno. Vede, in democrazia accade che un numero due sia molto diverso dal numero uno in nome della libertà ma nei partiti che si ispirano a dottrine dittatoriali il numero due dev’essere uguale al numero uno. Dunque, è chiaro che Berlusconi conferma e non smentisce la sua alleanza da uomo di governo unico nel mondo occidentale con due, anzi tre, perché ormai anche la Mussolini è ritornata su posizioni che non hanno più niente a che fare con Alleanza Nazionale, su posizioni nettamente fasciste, con tre partiti fascisti che professano idee fasciste. Tutto questo non è accaduto nel centrosinistra, perché in presenza di dichiarazioni inaccettabili Bertinotti ha tagliato fuori il protagonista delle stesse. Quanto a Caruso, la sua candidatura è infinitamente marginale e finora non ha violato i principi fondamentali della Costituzione antifascista italiana. Si potrà discutere sull’opportunità di avere una persona così a bordo ma non c’è paragone tra fascisti militanti, tra fascismo che ha distrutto l’Europa e sterminato il popolo ebraico e dichiarazioni che possono essere scriteriate, dette in un momento o nell’altro, di un giovane che è stato candidato con criteri che possono sempre essere discussi.
Mi sembra che lei abbia già risposto alla prossima domanda che era: si è fatto un’idea più precisa del personaggio Gaetano Saya?, beh, direi che non vada aggiunto altro. Signor Colombo, si sta cercando ancora una volta di censurare la satira, penso a Cornacchione, e invece passano quelli che sono i comportamenti di Calderoli, trasversalmente c’è la Chiesa che condanna i PACS e invece rilascia, ancora stamattina, dichiarazioni generiche sul caso Calderoli; è la chiarezza di uno schieramento da parte di una Chiesa?
No, io credo che ogni grande istituzione abbia dei momenti gloriosi e momenti mediocri, credo che stiamo attraversando un periodo molto mediocre nel quale c’è meno chiarezza, parlo dal punto di vista umano e culturale in generale. Per quanto riguarda l’istituzione secolare dello Stato del Vaticano siamo di fronte ad una capacità infinitamente meno limpida ma anche meno grandiosa di quella di Giovanni Paolo II di vedere e descrivere le cose. Quindi, quando il Papa dice: i cristiani non devono essere provocati, bisognerebbe sapere a chi predica, si immagina che stia parlando ai credenti e che debba dire loro, qualunque cosa gli accada intorno, cosa debbano fare; è una posizione molto curiosa e strana, molto da uomo politico e poco da uomo di Chiesa. Stiamo attraversando un periodo buio e povero di capacità espressiva ma anche di ispirazione.
Signor Colombo, mi conferma la sua candidatura, ossia, l’Unione l’ha proposta quale candidato per le prossime politiche?
Si sa che la proposta c’è, non c’è la conferma che deve venire da Prodi, Fassino, dai leaders dell’Unione.
Mi sembra di capire che lei sia disponibile quindi.
L`ho già detto, in pubblico, l`ho già scritto.
Un pronostico per le prossime elezioni?
Io penso che non possiamo permetterci un altro governo Berlusconi perché questo ha economicamente rovinato l’Italia e moralmente distrutto alcuni principi fondamentali su cui si basava, nonostante tanti difetti, la vita della nostra Repubblica. Sarebbe un disastro se questo Governo fosse riconfermato ed è un incubo il solo pensiero che possa accadere, quindi, io quel pensiero non me lo consento.
Mi lascio andare a un ricordo adolescenziale; capitai per caso in un suo libro che non viene citato spesso nella sua biografia: “Carriera: vale una vita?”, mi affascinò il titolo e me ne impossessai; se la fa ancora questa domanda?
Certamente, era un libro su quel tanto di integro che ciascuno deve portare con se stesso qualunque cosa gli capiti di fare nella vita passando di luogo in luogo e anche, per quanto riguarda il lavoro, di posto in posto, di responsabilità in responsabilità, di situazione in situazione; era un libro sulla coerenza, lo considero una sorta di indiretto racconto di tante esperienze fatte nella vita.
Infatti, mi permetto di aggiungere, mi ricordo un alto valore etico e morale .























 

 

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