Il Mattatoio - Giornale indipendente


 

Editoriale

Notiziario

Intervista

Scienza e Ricerca

Il Rubricario
  - Spettacoli
  - Film
  - Libri
  - Musica

Conversazione con

Il Punto

Aforismi, riflessioni e bestiario

Ciclicità

Economia

eBook

HOME PAGE

 

 

Ciclicità


Conversazione/intervista con Franca Rame

di Massimiliano Forgione - 10/01/2008

Non perché Franca Rame sia una riconosciuta artista della storia teatrale del nostro Paese, della storia stessa del teatro mondiale, un nome di sicura attrazione quindi; neanche perché è candidata per il Senato con l’Italia dei Valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro, molti potrebbero dire: ancora un nome, ancora un tentativo; no, niente ammiccamenti, niente speculazioni.
Siamo, senza retorica, ad una svolta fondamentale della nostra storia, della storia della nostra piccola Italia, della nostra marginale realtà che rischia di essere irreversibile, drammaticamente degenerata.
Allora, Franca Rame perché è una memoria storica, perché in questa conversazione/intervista ci ha rilasciato l’elaborazione di chi non può più fare una aprioristica dicotomia destra-sinistra ma, proprio perché gli anni decisivi della nostra possibile evoluzione li ha vissuti da protagonista, ci può consegnare una riflessione critica, incondizionata, realistica.
Tra non molti anni diremo: questa è già storia!; allora, perché non raccoglierne già da adesso i frutti?
Un’altra riflessione prima di lasciarvi alla lettura: avete visto mai tanta gente di cultura impegnarsi in politica? Che un nuovo Rinascimento sia alle porte? Sta a come le genti supportano queste ultime memorie storiche, sta a come noi tutti riusciremo a fare tesoro di questi ultimi insegnamenti.

In un suo spettacolo: Settimo: ruba un po’ meno!, lei dice che è sbagliato definire il debito pubblico come tale, è una questione privata, un qualcosa che riguarda loro, politici e parlamentari, diciamo: malaccorti. Combattere gli sprechi e i privilegi è uno dei suoi precisi impegni qualora dovesse essere eletta….
Certo, quello che è curioso e che forse la divertirà è che in quegli anni (parliamo degli anni ’90 ndr) si spendevano, dati presi dal libro Lo Spreco di Gianantonio Stella, 4 milioni al secondo, 237 milioni al minuto, 14 miliardi l’ora, oltre 300 miliardi al giorno, e siamo arrivati velocemente a 2.500.000.000 (due milioni e mezzo di miliardi). Oggi, il debito pubblico è ancora più alto, siamo ad una cifra iperbolica che io non riesco a trovare perché ci sono notizie tendenziose e non precise.
Ha già sondato una volontà comune con i suoi futuri colleghi? Come farà, come agirà?
Intanto, prima devo essere eletta, in tal caso vedrò quali sono i miei futuri colleghi che la pensano come me, metteremo insieme una commissione. Comunque, con tutti i danari che mi arriveranno, sempre se sarò eletta, con il mio stipendio da senatrice formerò una commissione. Ti cito una frase che mi piace molto e che dà l’idea di come intenderò il mio lavoro: Non mi siederò sullo scranno del Senato, resterò sempre in piedi, otterrò un mio primo obiettivo operativo, cioè l’istituzione di un osservatorio permanente sulla riduzione del debito pubblico focalizzando l’attenzione sugli sprechi della pubblica amministrazione che si traducono in spesa a carico dei contribuenti.
Quel mare di euro che forse prenderò se diventerò senatrice li impiegherò per avvalermi di capaci consulenti esterni, raccoglierò e vaglierò le proposte dei cittadini per poter arrivare a realizzare cambiamenti semplici, fattibili e concreti.
Poi ci sono altre cose su cui battersi, penso all’inquinamento, noi stiamo morendo con questa aria che respiriamo, qui a Milano i morti sono mille e rotti all’anno, tutti i parametri europei non sono di gran lunga rispettati.
Leggevo pochi giorni fa delle riflessioni di Adriano Sofri a proposito della comunicazione negata nel regime carcerario, questi cinque anni sono stati disastrosi da questo punto di vista, la legge Bossi-Fini ha prodotto soltanto sovraffollamento mentre chi delinque gode ancora di regimi di libertà straordinari.
Come no, come no, patteggia e se la cava con una multa; i detenuti oggi nelle carceri sono oltre 15.000 in soprannumero, un sovraffollamento mai registrato prima di questi ultimi anni. Il problema è grosso, bisogna garantire ai detenuti condizioni di vita umane che diano loro la possibilità di rifarsi una vita, è un investimento utile; la stragrande maggioranza dei detenuti che vengono qualificati professionalmente, che in carcere imparano un lavoro, che seguono programmi di reinserimento non si macchierà più di altri crimini, si sta meglio fuori con un lavoro e uno stipendio; al contrario, i detenuti che non ricevono nessuna formazione torneranno, nella stragrande maggioranza dei casi, a delinquere e ce lo dicono i dati, le statistiche del Ministero di Grazia e Giustizia.
Quindi, creare una prigione umana non è uno spreco di denaro ma un investimento che va ad agire contro la pratica del crimine riducendola, d’altra parte, e qui rivengo al tuo discorso, è inutile creare dei regimi di detenzione bestiali e poi permettere ai furbacchioni con un buon avvocato di eludere una giusta punizione per i loro reati.
Tra l’altro, le code alle poste degli immigrati dei giorni scorsi parla proprio il linguaggio della mortificazione.
Questa è una vergogna! Per gli extracomunitari, l’idea che ho nella testa e che ho discusso con molte persone e con i diretti interessati, è l’acquisizione innanzitutto della cittadinanza come strumento giuridico di integrazione. Quello che la gente dimentica e la Bossi-Fini è estremamente deficitaria in questo senso, è che gli extracomunitari sono una ricchezza enorme per il nostro Paese, persino Berlusconi ha ricordato, nel confronto con Prodi, quanti miliardi hanno versato di contributi. Questa legge è ottusa, ci vuole una legge organica sul diritto di asilo, che nessun rifugiato politico venga trattato come sono stati trattati quelli di via Lecco, hanno dormito all’aperto, a Gennaio, sotto la neve, con i bambini piccoli in braccio; io non lo so, guarda che in Comune a Milano c’è chi veramente ha il cuore di pietra, si deve soltanto vergognare.
In Francia stiamo assistendo in questi giorni ad un probabile nuovo Maggio francese, qui intanto la nostra vita avanza a fatica tra i disordini a Milano di sabato 11 Marzo….
Sì, sui disordini di sabato 11 Marzo occorre fare una riflessione. Per me è stato, dopo aver visto le notizie dei telegiornali, dopo aver letto i giornali, veramente un dolore, perché uno sfacelo di questo genere specialmente sotto elezioni è assolutamente negativo e condannabile però attenzione, chiediamoci sempre, è un copione che si ripete: a chi è giovato?, queste macchine bruciate, questi negozi sfondati, a chi è giovato tutto questo?, non alla sinistra, è giovato alla destra che ha riempito la città di cartelloni con le fotografie degli incidenti.
Certo, allora mi riaggancio ad una delle domande successive. I segni di questo impoverimento culturale portano alla fine ad una scarsa considerazione degli interessi generali e ad una esaltazione di quelli privati, questo stato di cose ci ha portato alla condizione attuale. I nostri giovani, di fronte a questi esempi, come si stanno formando, quale messaggio etico e morale sta maturando in questi anni?, e se sta maturando un qualsiasi senso etico e morale!
Prima di tutto ragioniamo sempre sui fatti. La televisione cosa ti passa?, cos’è l’avvenire per un ragazzo e una ragazza, cos’hanno davanti?, quale esempio, quale modello, quali possibilità? Che cosa mangi?: pane e televisione, pane e Grande Fratello, pane e La Fattoria, allora, è più difficile avere una vita culturale, diventa più facile inseguire il mito della celebrità e ricchezza facili, magari andando a spogliarsi in televisione. Insomma, è veramente una società che si sta mangiando da sola e stanno pagando tutto i nostri figli. Se tu facessi un discorso, non dico politico, ma culturale, senza neanche andare su specificità teoriche, ma con la volontà di sondare un’aspirazione, un futuro immaginabile di un giovane, ne rimarresti disarmato, non hanno dentro più niente. Per fortuna non è tutto così. C’è chi si occupa ancora della propria formazione culturale, chi manifesta, chi lotta per degli ideali, ma sicuramente pochi rispetto alla stragrande maggioranza; questo è il risultato di ciò che passa l’uomo più potente d’Italia con le sue televisioni: pane e idiozia.Sai qual è la cosa che più mi ha scioccato?
Mi dica!
Vedere quest’uomo, che ha pur dato una verginità a personaggi come Fini, l’abbiamo addirittura visto con la papalina del rabbino, quest’uomo che era un fascista, delfino di….., come si chiama….
…..di Almirante!
Era un suo pupillo e addirittura Berlusconi l’ha fatto diventare vicepresidente del Consiglio, a Casini, che era un bravo ragazzetto della DC, l’ha fatto diventare Presidente della Camera; insomma, oggi che Berlusconi sta perdendo colpi, quando l’ho visto l’altro ieri al meeting della Confindustria, veramente ero preoccupata per lui; che poi ha detto: “Sono malato, non posso venire”, e poi ha tirato fuori una voce che uno malato non ce la fa a urlare in quella maniera forsennata; ma, tornando alla riflessione mi dico: come è possibile che questi che devono tutto a Berlusconi stanno adesso prendendo le distanze? Questo non gli porterà fortuna, anche i militanti di destra non li perdonerà, li giudicherà per quello che sono: degli opportunisti.
Adesso la riportò a un po’ di anni fa, allo scandalo del Pio Albergo Trivulzio…..
Il pezzo su Mario Chiesa è fantastico perché fu il primo arresto eccellente che diede inizio alla stagione di Manipulite; si tratta, tra l’altro, di fatti criminosi analoghi a quelli ideati da mio marito nel primo Settimo: ruba un po’ meno del ’64 , tanto che Dario disse: “Ma guarda, ci hanno rubato l’idea senza neanche pagarci i diritti d’autore.”
Il copione del resto non cambia perché l’altro giorno a Molfetta, nel barese, sono stati arrestati degli infermieri che prendevano tangenti da imprese funebri in cambio di informazioni su prossimi decessi. Franca, parlando di tangentopoli, Craxi annunciò guerra all’allora magistrato Di Pietro, poi, però, fu costretto a soccombere, Berlusconi, che era il delfino di Craxi, quella guerra la sta facendo sistematicamente e non passa giorno in cui non delegittimi la magistratura.
Sì, ma vedi, l’unica domanda che nessuno ha fatto in questi dibattiti a Berlusconi è: da dove ha ricevuto i suoi primi 100 miliardi, se riuscisse a dircelo evidentemente ci sarebbe chiarezza, invece no, lui no può dirlo, e tutti i processi, le rogatorie che tendono ad appurare la verità sono ostacolati. Del resto, basta leggere L’ombra del potere di David Lane, giornalista dell’Economist, che ripercorre la formazione delle fortune di Berlusconi: quei soldi di dubbia provenienza sono soldi riciclati, della mafia.
Non lo sto dicendo io, è uscito su tanti libri, Berlusconi è stato affiliato alla P2, non dimentichiamocelo, Berlusconi ha applicato nel suo programma politico il programma della P2.
Del resto, noi abbiamo rielaborato in tre puntate una conversazione informale con Marco Travaglio che la sa ben lunga in materia. Franca, le faccio un’altra domanda…..
Aspetta, ho una parentesi da fare, importante: quando Prodi ha detto a Berlusconi, e lì mi sono meravigliata, perché se fai una domanda devi anche avere dati certi, quando gli ha detto di aver portato nel suo Governo persone del suo staff, delle sue aziende, Berlusconi ha avuto il coraggio di dire che sono solo tre. Ebbene, il giorno dopo Travaglio è uscito con la sua rubrica Bananas sull’Unità ed ha documentato che sono 62, compresi quelli che ha corrotto della Finanza. Veniamo alle ultime domande.
Secondo lei il prossimo Parlamento, in caso di vittoria del centrosinistra, passerà buona parte iniziale della sua legislatura ad abrogare quanto questo Governo ha legiferato?
Per quanto mi riguarda, sempre se sarò eletta, l’impegno primario, e le ripeto, sarà porre la maggiore attenzione sui conti dello Stato che, tra sprechi e privilegi, sono disastrosi.
Franca, un’ultima domanda e poi la lascio, ci tengo perché riguarda Enrico Berlinguer; oggi, il suo insegnamento le sembra perduto o lei vede all’orizzonte qualcuno che possa farsi carico di quella levatura eccezionale?
Ma, io con Berlinguer ho avuto un rapporto straordinario. Lo conoscevamo da quando era giovanissimo, un ragazzo, veniva a teatro accompagnando Togliatti, si andava a cena, poi è diventato il grande cervello che tutti conosciamo e rimpiangiamo. Un caro amico, di un’umanità e di un livello rari. Io non sono pessimista come Dario che non vede nessuno con quelle caratteristiche eccezionali, io voglio credere, lo voglio fortemente, ho molta fiducia in Fassino, credo che sia una persona onesta e perbene. Mi auguro che possa diventare il Berlinguer di questi anni.
Mi fa molto piacere questa sua risposta Franca. La ringrazio tantissimo e le formulo i più sentiti auguri per questa sua nuova avventura.
Grazie, ciao.
21 Marzo 2006























 

 

Immagini articolo


 
 
 

Il Mattatoio - Giornale indipendente