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Economia


Conversazione con Fabrizio De Giovanni attorno allo spettacolo Finanza killer

di Massimiliano Forgione - 27/06/2013

Fabrizio puoi raccontarci quali sono le ragioni che portano la compagnia Itineraria a portare in giro uno spettacolo come questo?
Ti racconto come nascono i nostri spettacoli, visto che hanno più o meno la stessa genesi. Io, assieme a tutta la compagnia, nel momento in cui cogliamo l’interesse per un tema sociale che individuiamo quale critico per le condizioni di vita che crea nelle nostre società, siamo mossi dall’urgenza di approfondirlo. Allora, incominciamo a raccogliere informazioni, materiale, documenti sull’argomento. Dopodichè, passiamo la nostra raccolta, unita alla nostra idea sulla questione e su come vorremmo trattarla, a Ercole Ongaro, il nostro storico che compie un vero e proprio lavoro filologico, sfronda i nostri scritti dell’eccessivo coinvolgimento passionale e ci riconsegna una bozza fatta di puri dati oggettivi. A quel punto interviene il nostro ulteriore lavoro di arricchimento del testo per far sì che possa diventare un vero e proprio canovaccio teatrale, dove vige il rigore filologico, la purezza dei fatti, l’incontrovertibilità dei dati, reso completo della veste prosaica tipica di uno spettacolo teatrale.
Il coinvolgimento è reale, mi ricordo, alla fine dello spettacolo a cui ho assistito, di aver scorto una lacrima di commozione sul tuo viso.
Portiamo in scena tematiche caratterizzanti e compromettenti della nostra realtà; nello specifico di Finanza killer, gli eventi sono così mutevoli che lo spettacolo varia di volta in volta. C’è sempre nuova materia da aggiungere, vedi lo scandalo dei derivati del MPS e, adesso, di questi che minano la finanza pubblica, quella dello Stato. Insomma, attraverso il nostro lavoro acquisiamo una consapevolezza che ci dà la misura della gravità delle cose che viviamo. Ciò smuove le nostre coscienze e corrobora una passione che non ne vuol sapere di rassegnarsi a questo stato di cose.
E’ importante che la vera informazione circoli, diventi patrimonio di ognuno. C’è uno scarto enorme tra la notizia fasulla e quella vera. Il governo Letta ha appena annunciato l’importanza di quest’ultima riforma del lavoro che prevede lo stanziamento di €650 per ogni nuovo assunto. Ciò è quanto passa a tambur battente e quanto rimane nella testa delle persone. Poi, fai l’approfondimento e leggi che ne può usufruire chi ha meno di 30 anni, è disoccupato da almeno 6 mesi, non è diplomato e ha un familiare a carico. Direi che siamo ben oltre la farsa.
Qual è il rapporto tra la politica e la finanza?
La politica ha completamente abdicato alla materia economica. Il suo ruolo non è più quello di mettere la finanza al servizio della società, questo è evidente. Così come lo è il fatto che ciò non avvenga gratuitamente, ha un costo ed quello che la finanza paga alla politica per poter, attraverso di essa, agire con la dovuta copertura.
Quali sono, in termini semplici, le ragioni tecniche della crisi?
L’assurdità di voler generare denaro dal denaro. Ciò è immorale e tutte le religioni lo insegnano. Non si può lucrare sul denaro attraverso gli interessi. Il denaro è necessario per creare benessere attraverso il lavoro, le attività commerciali che grazie ad esso nascono. Il modello cristiano ha abdicato a questa legge e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: un sistema economico imploso in se stesso. Oggi, quando si parla di sistema finanziario sostenibile si guarda a Oriente, al modello musulmano, che alla verità di una finanza etica non ha rinunciato.
E vorrei ancora dire che siamo tutti responsabili di questo. La nostra associazione culturale Itineraria ha scelto Banca Etica perché è importante per noi sapere dove vengono destinate le nostre limitate risorse economiche. La nostra sensibilità, la nostra conoscenza devono farci rinunciare alla lusinga di un guadagno maggiore derivante da investimenti riprovevoli e farci tendere verso percorsi più sostenibili per tutti, che creino benessere per tutti.
Quali sono le ragioni ideologico-culturali della crisi insite all’esistenza stessa dell’Europa ancor prima che diventasse UE?
L’Unione europea è nata essenzialmente a livello finanziario con tutte le disparità di conversioni monetarie insite al processo stesso, poi si è cercato di creare un’unione economica, in ultima istanza una governativa e forse culturale, ma con quanta fatica e quanta reale volontà? Purtroppo, temo che di questo che ci è stato venduto come un bel sogno rimarrà soltanto il grande affare per la grande finanza accompagnato dallo sgretolamento culturale e sociale dei popoli.
Cosa vedremo di Itineraria prossimamente nei teatri e dove capita?
‘Stupefatto’. Uno spettacolo che parla dell’uso delle droghe e della stretta connessione con il circuito farmaceutico. L’idea nasce dopo che ho assistito ad uno spettacolo-dibattito di diretto impatto in una scuola media. L’approfondimento che ne è nato ha svelato una realtà inquietante.
Della quale ci ripromettiamo di parlarne prossimamente.
Ti invio il testo così avremo modo di confrontarci con cognizione di causa.























 

 

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